Resistenza è l’azione di opporsi a qualcuno o qualcosa, di contrastarlo. È quel processo che mettiamo in atto inconsciamente quando non siamo pronti al cambiamento e ci opponiamo creando meccanismi di difesa. Questi meccanismi possono essere passivi, quali la rimozione, che addirittura non ci permette di vedere la realtà per quella che è, perché considerata inaccettabile e fonte di angoscia, o attivi, nel caso in cui lottiamo per riportare la realtà allo stato originario e familiare.
In entrambi i casi non ci diamo l’opportunità di crescere, di evolvere, di imparare da ciò che accade, di osservare e dare voce a ciò che emerge dal nostro inconscio e prenderci cura di parti rimaste inascoltate per troppo tempo.
Resilienza è la capacità di affrontare le difficoltà e gli eventi traumatici e superarli, è la capacità di adattarsi al cambiamento, di reagire, di non arrendersi di fronte agli ostacoli ma fronteggiarli sviluppando nuove risorse. La resilienza permette di acquisire maggiore sicurezza, di ampliare le possibilità, rende più flessibili e al tempo stesso forti, insegna a prendere il lato positivo di ogni cosa.
Il momento storico che stiamo vivendo è certamente un evento traumatico importante, che sta mettendo a dura prova le nostre emozioni. Siamo in balia di un nemico che non si mostra, di cui si sa poco o nulla, senza armi per contrastarlo e che sta velocemente stravolgendo le nostre esistenze, mandando in crisi tutte le nostre sicurezze.
Ma c’è di più, ci sta obbligando a stare con noi stessi, senza vie di fuga, senza tutto il rumore e le attività con cui nella vita di tutti i giorni riuscivamo ad anestetizzarci. E ora non si riesce a fare a meno di ascoltare, ascoltare stati d’animo che emergono all’improvviso e si impossessano di noi e che hanno un sapore antico, di vocine che ci raccontano storie che non abbiamo mai voluto ascoltare, sentimenti che parlano di tutto quello che ci sta stretto, che non ci piace ma che abbiamo sempre creduto di non poter cambiare. Questo nemico invisibile ci sta sbattendo in faccia ogni giorno le nostre paure più profonde,  ci spinge a confrontarci con le nostre vulnerabilità.
E, come sempre avviene, abbiamo diverse possibilità:
Resistere, urlare all’universo che rivogliamo la nostra vecchia vita, utilizzare energia infinita per ricacciare in cantina tutto quello che continuiamo a non voler vedere, rimanere focalizzati su tutto quello che abbiamo perso e rivorremmo indietro, arrabbiarci col mondo per non averci salvato.
Oppure starci dentro, accogliere le resistenze quando arrivano e dargli comunque uno spazio, prenderci almeno 5 minuti al giorno per non fare nulla, ma proprio nulla, e semplicemente sentire e ascoltare quello che si muove dentro di noi. Imparare a surfare sulle onde delle emozioni e degli accadimenti, stare nel momento presente, lasciando andare il passato e immaginando il futuro che vorremmo per noi, sviluppare resilienza e osservare momento per momento la persona che stiamo diventando.