Reputo che la salute mentale debba andare di pari passo con quella fisica: per me è fondamentale. Quando ho iniziato il percorso con Nico ero in un momento delicato e difficile della mia carriera, e l’inserimento del coaching nella mia quotidianità è stata una rivelazione. Sicuramente all’inizio è stato strano dover abbattere determinati comportamenti e false “sicurezze” che avevo, ma ho trovato da subito stimolante l’idea di avere un mental coach.
A livello di coaching, il vero “click” c’è stato quando abbiamo affrontato il tema delle aspettative. Nico mi ha fatto capire che sono semplicemente proiezioni future di qualcosa che non sai se potrà mai accadere: l’unica cosa davvero importante è il QUI ED ORA, e spostare il focus sul trovare soluzioni invece che rimanere impigliati nel problema. Per quanto riguarda gli esercizi, devo dire che quelli che mi hanno portato i maggiori benefici sono stati due: il diario quotidiano, in cui mi chiedo cosa ho fatto bene e cosa avrei potuto fare meglio (sia in allenamento che in partita), e il problem solving dei possibili ostacoli emotivi che potrei incontrare il giorno della gara. Portare l’attenzione su ciò che fai bene e su ciò che puoi migliorare ha portato le mie prestazioni a un altro livello. È stato sorprendente vederlo con i miei occhi e viverlo in prima persona: arrivi a fare cose che non avresti mai pensato di riuscire a fare. Ultimo non per ordine di importanza, il respiro !
Quando ci siamo conosciuti sono stato molto franco con Nico e gli ho detto chiaramente: “Non mi diverto, non ho più fame ed è tutto un peso, uno stress. Sto iniziando a pensare al ritiro e alla mia vita lontano dal rugby.” Oggi mi sento nel momento migliore della mia carriera e mi godo le sfide che il mio lavoro mi presenta ogni giorno, sia in allenamento che in partita. Sia chiaro: non è sempre tutto rose e fiori, ma ho imparato a gestire anche le giornate “no”, ad accettarle e a capire come affrontarle meglio in futuro. Chiudo ringraziando Nico per avermi dato gli strumenti e la forza per rialzare la testa in un momento in cui credevo di essere arrivato alla fine del viaggio.
